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Nuove disgrazia la rinascita la Provenza sotto Louis XIII
La monarchia assoluta amministrazione della Provenza in 1789

I. NUOVE DISGRAZIA

La riunione della Provenza al regno della Francia non segna la fine delle sue disgrazia. Sotto il regno di François Ier, è invasa dagli imperiali. Occorre la resistenza eroica di Marsiglia per rifiutarli (1524). Alcuni anni dopo (1536), Carlo V intraprende una nuova invasione. Provençaux distruggono tutto ciò che può servire all'envahisseur; Aix giudicata troppo debole per difendersi si è interamente evacuata. Courroucé di trovare soltanto rovine, Carlo V impegna una lotta senza grazie. Dopo perdite pesanti, il suo esercito entra in Aix deserto. Ma non riesce a prendere né Marsiglia né Arles. I suoi soldati morti di fame lo abbandonano. Deve evacuare il territorio conquistato. Il paese si trova libero, ma rovinato. Le guerre di religione cominciano allora con le persecuzioni di Marie de Médicis. Protestanti e cattolici fanno concorrenza di crudeltà. Allora, la peste esiste allo stato endemico, con tempi ad altro alcune forti epidemie come quella di 1580 che costa la vita a 20.000 Marseillais.

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II. RENAISSANCE

Renaissance che esercita un'influenza così felice sulle arti in Francia ed in Italia non passa senza che la Provenza vi partecipi. Se visiteremo il museo Masséna, a Nizza, vi vedremo un'esposizione di tabelle religiose di Louis Bréa e di Duranti che si comparano con i grandi pittori italiani. Al Tour-Aigues, a Gordes, a Saint-Didier, a Lourmarin, si possono ancora vedere castelli che datano dell'epoca. La prima stampa è fondata a Marsiglia in 1594. Il movimento letterario è più importante. I jurisconsultes Oppède, François de Vauvenargues scrivono in latino. Poeti scrivono in provençal: Bellaudière ad Aix, Coye a Arles, Pelabon a Toulon, Gros a Marsiglia. Il re esige che tutti i testi amministrativi siano scritti in francese: i magistrati ed i nobili parlano francesi, ed è in francese che Vincent Leblanc racconta le sue avventure ed i suoi viaggi straordinari.

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III. LA PROVENZA SOTTO LOUIS XIII

Fin dalla morte di Henri IV, le città provençales prestano giuramento a Louis XIII. Richelieu non gradisce lo spirito d'indipendenza. L'esistenza di un grande numero di città libere lo preoccupa. Vuole rinforzare l'autorità reale ai loro costi e creare nuove imposte. Riunite a Valensole, le Comunità inviano una delegazione alla corte che la accoglie male. Allora scoppia la sommossa del "Cascavéù", così chiamati parce che ogni insorto porta uno grelot attaccato da un nastro bianco al suo cappello. Superati, gli insorti conservano tuttavia i loro privilegi ed Aix il suo Parlamento. In 1636, gli spagnoli prendono le isole di Lérins da cui sono cacciati un anno dopo, grazie all'vaillance degli Provençaux. Questa devozione non cambia le sensazioni di Richelieu al riguardo della Provenza. Loro toglie poco poco alle sue libertà. Il Parlamento di Aix deve subire la presenza di un secondo Parlamento, delegato dal re: il semestre. Governano alternativamente sei mesi all'anno. L'insoddisfazione va fino alla sommossa: è la "guerra del semestre".

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IV. LA MONARCHIA ASSOLUTA

Sotto la fionda, il Parlamento di Aix mette a prezzo la testa del cardinale di Mazarin. Qui, i frondisti si chiamano "Sabreurs", parce che il loro capo dice sempre: "sabrerai". Fronde disturba particolarmente Marsiglia, Aix e Draguignan in 1658, Marsiglia a che si vogliono togliere le proprie libertà comunali si solleva, sotto la condotta di Gaspard de Glandevès-Niozelles. La sommossa schiacciata, Niozelles è convocata dinanzi a Louis XIV per scusarsi. Rifiuta di inginocchiarsi e scoprirsi, dinanzi al monarca. La sua casa è rasata e si fugge. È l'ultimo eroe dell'indipendenza provençale. Mazarin ne approfitta brimer la città: la disarma ed elimina tutte le sue vecchie libertà. A per impedirgli di ricominciare, fa costruire forte Santo-Nicolas e, più tardi, il forte San Giovanni che predominano la città. Louis XIV non lascia alcuna libertà alle province, la storia particolare della Provenza finisce là. Ormai, le sue terre sono confuse con gli altri, le sue leggi sono le leggi francesi e la sua storia è strettamente legata a quella della Francia. Durante la guerra di successione della Spagna, gli inglesi, che vogliono distruggere il nostro primo porto di guerra, assediano Toulon. Difesa dai maréchaux di Villars e di Tessé, la città è salvata. Al trattato di Utrecht (1713), la Francia ottiene Barcelonnette. L'inverno di 1709 è così duro che gli alberi da frutto periscono e che gli ulivi congelano. Durante il "secolo di Louis XIV", il Marseillais Pierre Puget è uno dei più grandi artisti francesi. Alla volta pittore, sculpteur, architetto, non si lascia influenzare con i modi parigini e la sua opera è realmente personale. Crea a Marsiglia le zone della Canebière. La città diventerebbe la più bella dell'epoca se i suoi piani fossero interamente effettuati. La scultura su legno, allora molto apprezzata, ci ha lasciato capi-opera nelle chiese di Cogolin e di Saint-Maximin. I primi anni del regno di Louis XV sono segnati dalla peste terribile di 1720. durante la guerra di successione dell'Austria, 40.000 austriaci e piemontese superano il Var e si avvicinano a Antibes dopo avere saccheggiato grassa. Il maréchal di Belle-Isle fa loro ripassare il Var. Li lasciano dietro un vero deserto: i pozzi sono riempiti, i raccolti distrutti, gli ulivi tagliati. Su mare, il bailli di Suffren mette in fallimento la flotta potente inglese. È il più grande marinaio francese dell'epoca.

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V. AMMINISTRAZIONE della PROVENZA in 1789

Dal ritorno della Provenza alla Francia, ha saputo conservare il suo particolarismo: tanto bene che male la nostra vecchia costituzione è esistito. Ogni Comunità, quasi indipendente, è diretta da un consiglio eletto. Il paese, diviso in 22 vigueries, è governato dagli stati formati dei rappresentanti della nobiltà, del clero e del terzo. Si riuniscono ad Aix e votano un contributo per il governo di Parigi. Tale è l'essenziale della costituzione provençale che i re della Francia provano senza tregua a distruggere e che le assemblee rivoluzionarie presto aboliranno.